I sapori tipici - La produzione casearia - Freschi
Il Fior di latte è uno dei formaggi italiani più famosi nel
mondo: è ottenuto dalla lavorazione del latte di vaccino e rappresenta
una tipicità che l’Unione Europea ha nell’ultimo decennio
difeso e valorizzato attraverso un meritevole riconoscimento. Il latte crudo è portato
a una temperatura di 38°C e viene inserito un siero che deriva dal latte
di vaccino crudo precedentemente lavorato.
A questo punto viene aggiunto caglio liquido di vitello; lo si lascia
coagulare per 20-40 minuti. Quindi, si ottengono piccoli granuli di dimensioni
di una nocciola, attraverso la rottura della cagliata.
In seguito avviene la maturazione della cagliata attraverso un processo
di fermentazione naturale nel giro di 3-5 ore a partire dall’aggiunta
del caglio.
Il processo di fermentazione e rigorosamente naturale ed è rigorosamente
vietato l’inserimento di acidi organici di origine chimica.
La cagliata viene quindi ridotta in listerelle all’interno di recipienti
nei quali viene lavorata con l’aggiunta di acqua quasi bollente. Si
passa alla fase della mozzatura e filatura realizzate o a mano o mediante
appositi macchinari. Infine, i pezzi ottenuti vengono fatti rassodare attraverso
l’immersione in appositi recipienti pieni di acqua fredda, poi vengono
sottoposti a salatura mediante l’immersione in salamoia. La salatura
può essere effettuata anche direttamente nella fase di filatura, seguita
poi dalla lavorazione di acqua fredda.
Il Fior di latte formaggio fresco a pasta filata, grazie alla particolare
malleabilità, può essere lavorato facilmente senza essere spezzato
e può assumere diverse forme. Ricordiamo: il Caciocavallo, il Caciocavallino
, la Treccia, il Salamino, la Provoletta affumicata, la Provola, il
Provolone, la Stracciata.
Fase uno
A coagulo avvenuto la cagliata viene stesa su tavolo spersorio, durante
questa fase detta maturazione la pasta elimina il siero.
Fase due
La cagliata viene tagliata nel mastello di legno.
Fase tre
Con l’aggiunta di acqua bollente si ammorbidisce e si impasta
la cagliata per ottenere la pasta madre rimestandola con una grossa
spatola di legno.
Fase
quattro
La pasta viene dapprima viene stesa sulla spatola di legno per la
prima fase della filatura.
Fase
cinque
Nella seconda fase della filatura la pasta viene stirata a mano.
Fase
sei
Si procede alla mozzatura a mano che origina i panetti di fiordilatte.
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